“Se entro 72 ore fosse stato collegato al Berlin Heart, il cuore artificiale extracorporeo, Domenico sarebbe stato ritrapiantabile e avrebbe avuto una percentuale di riuscita di oltre il 70%”. È uno dei passaggi più rilevanti contenuti nella relazione dei periti nominati dal gip del Tribunale di Napoli sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo un trapianto di cuore fallito eseguito all’ospedale Monaldi il 23 dicembre 2025.
La conclusione emerge dalla superperizia depositata nell’ambito dell’incidente probatorio e firmata dagli esperti Biagio Solarino, Ugolino Livi e Ferdinando Luca Lorini. Un documento di oltre 550 pagine nel quale vengono analizzate le diverse fasi della vicenda: dall’espianto dell’organo arrivato da Bolzano, al trasporto, fino alla gestione clinica del piccolo dopo il trapianto e alle decisioni prese durante il periodo di assistenza con Ecmo.
Alla luce delle valutazioni dei consulenti, l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, ha…
